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Allarme democratico in Turchia

Gli arresti in massa di giornalisti, avvocati, magistrati e docenti avvenuti recentemente in Turchia non possono lasciare indifferente chi, come l'avvocatura, difende quotidianamente i valori costituzionali della libertà, della giustizia e della democrazia.

Come avevamo riferito con le precedenti circolari n. 70 e 79/2016, il nostro Consiglio segue con apprensione la situazione di deriva democratica in corso in Turchia, tanto da avere inviato un proprio Consigliere, l'avv. Sergio Palombarini, ad assistere quale osservatore internazionale al processo in corso contro alcuni colleghi turchi. Il Consigliere avv. Palombarini è stato affiancato nella spedizione dalla collega del nostro Ordine avv. Barbara Spinelli: divulghiamo la relazione che gli stessi hanno steso al loro rientro.

Nella gravità della situazione, l'assemblea straordinaria degli iscritti all'Ordine Forense di Bologna, tenutasi il 18 luglio scorso, ha deliberato di esprimere solidarietà all'avvocatura e alla magistratura turche e di protestare contro la repressione del diritto di difesa e del libero esercizio della giurisdizione.

Quale migliore commento e monito per i repressori, vogliamo riportare un estratto del discorso pronunciato da Umit Kocasakal, Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Istanbul, in occasione della consegna del premio "Toga tosta", conferitogli il 25 febbraio 2014 dalla Camera Penale di Alessandria:

"Voglio ricordarvi ancora una volta che noi siamo avvocati, non veneriamo il potere, non ci pieghiamo di fronte alla tirannia e alle pressioni, non ci poniamo sotto il comando di nessun governo. All'occorrenza ci spezziamo, ma non ci pieghiamo. Non mettiamo il collo sotto la ghigliottina; se ne avete la forza, costringeteci voi a farlo. Noi non prendiamo ordini da nessuno, non siamo nè gli schiavi nè i galoppini di nessuno. Noi prendiamo la nostra forza dal diritto, dalla giustizia e dal popolo, e non dal potere politico. La nostra stella polare è la giustizia e siamo sempre alla sua ricerca. Non siamo il satellite di nessuno.
Noi siamo avvocati, non siamo nè commercianti nè uomini d'affari. Noi cerchiamo il diritto, la giustizia.
Vi piaccia o no, noi siamo l'elemento fondatore della magistratura. Siamo noi che con la nostra presenza rendiamo il processo equo. Se ci fate uscire dalle aule, fate uscire anche la giustizia. Qualsiasi assalto nei nostri confronti è un assalto contro il popolo e la sua libertà di cercare la giustizia.
Noi siamo avvocati, ci schieriamo a difesa, e nessun individuo, nessun potere può celarsi tra le leggi per soffocare il diritto e la libertà o per manipolare i diritti del popolo, senza passare sul nostro corpo.
Noi non l'abbiamo permesso, non lo permettiamo nè lo permetteremo.
Continueremo a perseguitare le torture, gli abusi, le illegittimità, a salvaguardare il diritto a essere sottoposti a un processo equo per tutti. Siamo pronti a pagare qualsiasi prezzo.
Noi siamo avvocati, siamo l'Ordine degli Avvocati, siamo l'Ordine degli Avvocati di Istanbul.
Denunce e processi infondati non ci possono intimorire. Noi siamo avvocati. Anche se vi sono differenze derivanti dalle ideologie e, quindi, lotte intellettuali, noi siamo uniti, inseparabili, irriducibili nei confronti degli assalti contro il diritto, il diritto a un processo equo, la nostra professione, il nostro onore."

il Presidente

avv. Giovanni Berti Arnoaldi Veli

 


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